giovedì 20 settembre 2012

E i neonati??

Ciao amici..oggi voglio parlarvi di una cosa che mi sta particolarmente a cuore e che mi affascina in maniera particolare.
Fino ad ora ci siamo sempre interrogati su come vedono o su come giocano i bambini dell'asilo o delle materne e non ci siamo mai soffermati a pensare come invece percepisco il mondo esterno e i giochi che gli possono essere proposti i bambini di età 0.
Quando infatti non parlano ancora, sono distesi nella culla e si incantano a vedere il mondo circostante o sorridono alla vista di un giocattolo.. cosa stanno pensando nella loro testa?
ci sono delle teorie che spiegano tutto ciò?
l'educazione al gioco e all'ambiente si sviluppa fin dalla nascita e dai primi gemiti?
voi che ne pensate?
 Lascio anche a voi il tempo di riflettere nel frattempo raccoglierò materiale inerente al fine di potermi confrontare e raccogliere informazioni utili magari anche a voi ..

mercoledì 19 settembre 2012

Rousseau e la sua famosa concezione sull'ambiente


L'uomo è nato libero e ovunque è in catene.


“Fate il contrario di quello che fate solitamente e farete   quasi sempre bene”.

L?ultima frase in particolare è di grande rilevanza culturale, in quanto propone l'abbandono dell'educazione precedente e l'introduzione di un'educazione negativa, ossia legata a tre maestri fondamentali.
ma quali sono questi tre grandi maestri??

il rispetto della natura personale da parte di ogni individuo;
il rispetto degli altri;
il rispetto delle cose che circondano l'individuo. Non a caso in questa missione proposta da Rousseau non ci sono libri, programmi, orari e regole.
L'educazione tradizionale ignorava una fase dell'infanzia di cui Rousseau, al contrario se ne avvalse pienamente: il bambino fin dalla nascita deve essere tolto dalle cure materne e gli deve essere impartita un'educazione di apprendimento e di interazione con l'ambiente.

Consiglio a tutti coloro che non lo hanno fatto di leggere quanto possibile il libro e documenti sull'Emilio perchè è un libro pregno di innovazione che ha rotto i canoni e gli schemi che erano presenti a quell'epoca.


lunedì 17 settembre 2012

Scopriamo il web..

Ciao ragazzi oggi più che parlare dei bambini, del gioco e l'ambiente volevo soffermarmi a parlare con gli educatori o con tutti coloro che hanno intrapreso un persorso universitario finalizzato a questo mestiere.

Molto spesso infatti le persone si riversano su manuali, enciclopedie e molti altri documenti per cercare di avere nozioni, idee sempre più dettagliate riguardo ai giochi, a come far avvicinare i bambini all'ambiente etc.

Non bisogna però dimenticarsi della cosa più importante ovvero dell'esperienza perchè è quella che ti fa crescere e diventare un bravo educatore, è la stessa che ti fornisce le giuste conoscenze ed abilità ad affrontare i diversi problemi; ecco perchè secondo il mio punto di vista bisogna in qualche maniera " abbattere" la fronteria che vede il web come insieme di conoscenze sbagliate e cominciare ad esplolarlo perchè vi assicuro che internet è pieno di blog, di recensioni fatti da persone comuni, da persone che come voi fanno il vostro stesso lavoro e con cui è davvero divertente scambiarsi opinioni, mettere a confronto le varie idee e creare quindi un lavoro e degli spunti nuovi..

e allora consultate i bloggggggg =)


 

domenica 16 settembre 2012

"Soltanto il bene che è ancora in noi può aiutarci a conseguire il meglio che ci manca"


Ho voluto riportare queste celebre frase dello studioso Johann Heinrich Pestalozzi perchè secondo me mostra l'apertura nei onfronti dell'ambiente che tutti, soprattutto i bambini devono avere anche perchè non bisogna dimenticare che il concetto centrale nel pensiero di Pestalozzi è il rapporto strettissimo tra natura ed educazione; lui ritene infatti che sia importantissimo che l'educando possa vivere esperienze nel proprio contesto.






venerdì 14 settembre 2012

Continua..

...Secondo Freud il gioco assicura l'equilibrio emotivo del bambino in due modi: ha funzione catartica in quanto consente di esprimere e soddisfare desideri che la società non ammette ed infine ha anche il compito di controllare l'ansia.
L'idea poi che il gioco potesse essere utilizzato per controllare l'ansia è stata ripresa dallo psicanalista Winnicott noto per la nozione di oggetti transizionali che ritiene anche che le attività ludiche possano essere utili per la separazione del bambino della madre.
L'utilità del gioco invece in ambito cognitivo era stata fortemente sostenuta da Jean Piaget il quale sosteneva che il gioco avesse una parte fondamentale nella dinamica stessa dello sviluppo dell'intelligenza.
Orientato invece a riconoscere il significato di incintivo alla creatività del gioco è stato Jerome Bruner, il quale sostiene che il gioco sia fondamentale soprattutto perchè, al riparo dall'assillo dei bisogni reali, consente la libera sperimentazione di comportamenti e soluzioni a problemi, facitiitando così l'inventiva e le correlazioni insolite.
Anche nel campo dello sviluppo della socialità il gioco è stato ritenuto molto utile dagli psicologici i quali, grazie alle ricerche empiriche , hanno affermato che i giochi di funzione in particolare, facilitano i rapporti sociali, non solo perchè preparano ai ruoli da svolgere ma anche perchè rendono più flessibili e tolleranti nei riguardi degl'altri.

giovedì 6 settembre 2012

Alcune delle tante teorie riguardo il Gioco..


Il Gioco raggruppa tantissime attività molto diverse tra loro che vanno da quelle infantili come manipolare oggetti, correre, saltare a quelle adulte come le battute o i giochi di parole.

Nel corso degl'anni però sono state elaborate anche delle vere e proprie teorie a riguardo.

La prima che voglio prendere in considerazione si chiama "teoria enigmatica del gioco"; a volte infatti può sembrare che il gioco appaia enigmatico e questo avviene a causa dell'ethos dominante delle nostre civiltà, che privilegia la serietà, la produttività ed il lavoro tanto che è perfino giunto a permeare le scienze.
Nel tempo però sono maturate altre concezioni sia quelle residuali che quelle che riguardano l'esercizio.
Per prima le concezioni ludiche rappresenterebbero tracce evolutive prive di valore in sè. A riguardo di tale concezione si è espresso il famoso filosofo positivista ed evoluzionista inglese Herbert Spencer il quale propose la teoria sul surplus di energia nella quale sosteneva che molti umani nel loro cammino evolutivo sprecano un sacco di energie in giochi inutili.  In realtà si capisce come tale teoria presenti dei limiti dato che non far sfogare un bambino finito un compito o dopo molte ore di scuola diventa qualcosa di improponibile.
 Uno dei più grandi contributi però riguardo le toerie del gioco passate è stato Karl Gross; esso nei suoi due libri "i giochi di animali e i giochi degli uomini" sosteneva che la specie animale anzivchè affidarsi a repertori fissi di comportamento si adattano flessibilmente ed intelligemente all'ambiente.
Proprio grazie ai suoi contributi che nel XX secolo si sono sviluppati una serie di filoni di studio specie in psicologia evolutiva, in antropologia culturale e in etologia.
Chi ne ha parlato? quali ulteriori contributi hanno portato? che innovazioni??
Quest'altra parte l'affronteremo domani.. perchè ora è tardi domani ho un esame devo proprio lasciarvi amici.. a domani G.

Ambiente e Gioco per i bambini stranieri. Come viene percepito? Come si inseriscono?

Avete mai provato a domandarvi come percepiscono i bambini stranieri il nuovo ambiente in cui si trovano? se questa grande sfera è complessa per i bimbi che nascono qui, quanto può essere difficile per coloro che ci migrano?

Questo è un tema molto importante e recente e a farmi interrogare molto riguardo ciò sono state delle esperienze che ho fatto presso una scuola materna;
la parte più interessante è il diverso modo che i bambini hanno di approcciarsi.. ricordo ancora una ragazza bengalese di nome Meem molto timida che rimaneva sempre muta e in disparte dal resto del gruppo perchè aveva numerose difficoltà di comprensione della lingua e non appene ti avvicinava diventata schiva così anche altri bambini mi venivano a dire " lei non parla mai" isolandola incosciamente ancora più perchè la fai sentire "diversa". Come tutti i bambini però anche Meen  andava conquistata giorno dopo giorno tant'è che con il passare delle giornate ha cominciato a fidarsi di me e nonostante non riuscisse comunque a parlare italiano cercava di rendere il suo ambiente circostante mneo ostile a lei e più volte mi veniva a cercare dimostrando tutto l'affetto che una bambina di 4 anni e mezzo può darti.
Analogo ma diverso caso è quello di un'altra bimba Hamna: anche lei non capiva quasi niente della lingua ma aveva un carattere diverso, molto estroverso, non stava mai ferma, si muoveva da qualsiasi parte anche in momenti in cui era invece richiesta calma come quello della lettura.

Possiamo quindi capire come sia difficile la socializzazione all'ambiente e ai giochi quanro in questione ci sono dei bambini stranieri che hanno anche delle difficoltà di lingua; ecco perchè si dice che L'INTEGRAZIONE è un momento fondamentale per i bambini  nel quale non devono percepire differenze e dove tutti devono amarsi incondizionatamente dall'ambiente economico,sociale,culturale,linguistico in ui sono cresciuti.